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La classe terza D racconta il suo incontro con Elena Meneguzzi, tipografa del giornale " L'Arena".

Castel d’Azzano. Incontro tra alunni e giornalista

 

ALLA SCOPERTA DEL GIORNALE

 

Tipografa alle Cesari svela i segreti del quotidiano

 

Mercoledì 26 febbraio si è recata nella classe III D della scuola A. Cesari la signora Elena Meneguzzi, mamma di un alunno della classe, per parlare del quotidiano "L'Arena"; lei, infatti, lavora proprio per quel giornale e si occupa della tipografia e della realizzazione della pubblicità.

É andata dagli alunni perché in questo periodo le classi terze stanno analizzando, leggendo e studiando il quotidiano.

La signora Meneguzzi ha informato gli alunni su come è suddiviso il giornale, su quante persone  vi lavorano, sui vari settori di cui è composto come la pubblicità, la cronaca, l’economia, lo sport e gli spettacoli.

Ha raccontato che la giornata di lavoro  è molto frenetica perché si inizia alle ore 11.00 del mattino ed entro le 1.00 della notte bisogna aver finito di stampare i quotidiani per portarli in tutte le edicole di Verona. La Signora Meneguzzi è poi passata a descrivere il quotidiano e come viene realizzato.

Nella prima pagina del quotidiano L’Arena sotto la testata troviamo dei richiami che annunciano gli argomenti principali all’interno del giornale; subito dopo  l’articolo di apertura, che parla della notizia principale del giorno, che può essere nazionale od estera; vi sono poi, nel taglio centrale, un titolo con foto che parla della notizia principale del territorio (ripresa poi all’interno del giornale) ed un taglio basso. Sempre in prima pagina sulla sinistra vi è un articolo di commento, chiamato anche articolo di fondo. Un’altra cosa che la signora Elena Meneguzzi  ha fatto notare alla classe è stata la gerenza,  situata di solito a pagina 4, nella quale troviamo scritti: il Presidente, il Consigliere Delegato, la redazione, l'amministrazione, la diffusione, la tipografia, la pubblicità nazionale, la concessionaria pubblicità ed infine quanta è stata la tiratura del giorno precedente. Nei giorni di sabato, domenica e lunedì si vendono molte più copie del quotidiano perché si parla molto dello sport; però in questo periodo si vendono molte meno copie rispetto agli anni precedenti , a causa della crisi e dell'uso di internet. Inoltre non c’è un numero fisso di pagine (fogliazione): esso viene deciso in una riunione della redazione.

Infine la tipografa ha spigato agli alunni la struttura grafica del giornale: la pagina è divisa in colonne, in verticale, e moduli, in orizzontale, i quali vengono utilizzati come unità di misura per le foto, gli articoli e le pubblicità.

Dato che la signora Meneguzzi si occupa del settore pubblicitario, ha spiegato che ogni pubblicità deve avere un logo, un' immagine e un indirizzo, e deve essere eseguita come il compratore desidera;se non ci sono richieste specifiche il compito di ideazione spetta a lei. Ha inoltre detto che il costo dei quotidiani è sostenuto per circa l' 80% dagli incassi della pubblicità. Ha fatto girare tra gli alunni varie pubblicità, così come ha fatto passare dei fogli timone, delle locandine diverse tra loro(cioè fogli diversi con titoli che vengono esposti fuori dalle edicole per incuriosire la gente, e che cambiano a seconda della zona di Verona), delle pagine fronteggianti, un libro che racoglie le pagine più importanti della storia del giornale.

 

Dopo due ore di racconti e domande, il suono della campanella di inizio ricreazione ha suscitato un po’ di dispiacere tra gli alunni.

“Trovo che sia una bella esperienza. É stato molto intrigante scoprire tutti i passaggi che deve fare un giornale prima di poter essere pubblicato”, dice uno degli alunni che ha assistito al discorso della signora Meneguzzi.

Sentiamo invece l'opinione della prof.ssa Ferro, insegnante di lettere e presente durante le ore in cui la tipografa insegnava ai ragazzi l'arte del giornale: "Ho trovato queste due ore molto utili, ho imparato anch'io qualche cosa di nuovo. Inoltre trovo molto interessante far conoscere ai ragazzi i vari ambienti lavorativi nel dettaglio, cosi che possano pensare al futuro nel mondo del lavoro, e chissà se un giorno ripenseranno a questa esperienza traendone ispirazione”, aggiunge la professoressa Ferro.

 

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